Il Parco Sforza Cesarini
in costruzione
Note storiche

Il parco è nato come giardino romantico fatto piantare alla maniera inglese dal duca Lorenzo Sforza-Cesarini (1807-1866) e dedicato alla sua consorte duchessa Carolina Shirley († 1897). I lavori vennero diretti dallo stesso architetto del palazzo, Augusto Lanciani, dal 1847 al 1857 circa.
Essa costituisce un patrimonio storico-paesaggistico di notevole interesse, rappresentato da numerosi artisti del Grand Tour del secolo scorso con diverse vedute del parco e del lago.
I Cedri del Libano, le Sequoie e i Lecci, che disegnano il profilo del parco sul lago sia verso il lago che verso l’abitato di Genzano, sono vivide testimonianze del patrimonio vegetazionale originario.

L’acqua era sicuramente una presenza importante della Villa, raggiungendo il massimo effetto scenografico nell’area delle grotte (i grottoni) dove essa si raccoglieva (e torna a raccogliersi dopo i lavori di restauro) in una vasca ai piedi di una spettacolare parete rocciosa.
Tipici del parco romantico del XIX secolo sono i finti ruderi come la finestra bifora, nella sua muratura rustica e falsamente diroccata che si articola a formare una panchina e da cui si gode un’inquadratura panoramica del lago di Nemi.
Proprio il bacino del piccolo lago vulcanico costituisce il riferimento visivo continuo all’interno del parco, del quale, nelle terrazze panoramiche, nei sentieri e negli spazi lasciati liberi dagli alberi, raccoglie e riconduce al suo interno un certo numero di vedute e scorci prospettici, arricchendo gli itinerari che conducono sino alle sponde del lago.

Nel corso dell’ultimo cinquantennio la superficie più preziosa dal punto di vista naturalistico ha subito un progressivo processo di abbandono che ha portato ad un livello di degrado pronunciato fino a quando, negli anni recenti, l’attuale Amministrazione comunale ha posto tra le priorità di investimento proprio il recupero del parco romantico e del bosco sottostante.
Dal 1999, infatti, il parco è stato acquistato dal comune di Genzano il quale con fondi regionali ha avviato dei lavori di restauro in fase di ultimazione riguardanti la parte di crinale del giardino storico vero e proprio ed interventi propedeutici per il recupero della sentieristica.
Data l’estensione, circa 92.000 mq con un dislivello massimo di 150 metri ed uno sviluppo di 2,5 km di sentieri, non si può che procedere per fasi successive di intervento, cosa tra l’altro funzionale ad una progressiva acquisizione di conoscenze e consapevolezze circa la ricostruzione del profilo storico del bene originario e di una sua eventuale, regolamentata, destinazione alla fruizione pubblica.