Ven, 29 ago 2008 ore 07:28 

La festa

Le testimonianze



andersen“... Come descrivere la prima impressione di questa festa? Di quella strada che saliva lenta, interamente coperta di fiori prevalentemente celeste? Tutta la strada era tappezzata di grandi foglie verdi sulle quali erano posate una enorme quantità di rose, una accanto all’altra? Altre migliaia di fiori gialli e rosso scuro bordavano la strada. Neanche un filo d’aria si muoveva e i fiori giacevano al suolo come se fossero state pesanti pietre preziose ...”
Hans Christian Andersen, “L’improvvisatore”, 1834

“... Nell’ultimo giorno della festa floreale, la cittadina offriva un quadro di bellezza magica; schiere di fanciulli e di fanciulle saccheggiavano i giardini e riempivano fino all’orlo grosse ceste si garofani e di verbene, di aster e giorgine, di viole a ciocche e di “suocere e nuore”; in quanto alle rose, parevano tornati i tempi degli imperatori romani. Sotto il platano secolare sedevano le donne, ciascuna tenendo una tavoletta davanti a sé, sulla quale erano tracciati arabeschi e nomi, e accanto a sé dei mucchi di fiori delle diverse specie, disposte separatamente: i nomi e gli arabeschi venivano ricoperti di petali variopinti e il fondo di un colore solo...
Venuto il giorno della festa, tutta la città pareva una gigantesca aiuola. Ogni casa, ornata di drappi e di coperte colorate, aveva un tappeto di fiori davanti alla porta, e tappeti di fiori coprivano le strade principali, che menavano alla chiesa. Uno spettacolo meraviglioso era offerto dalla piazza, che sale al Duomo in dolce pendio.
Richard Voss, “Lazio negli scrittori italiani e stranieri” a cura di Luigi Parpagliolo, Roma 1931

gogol“... non crediate che i fiori siano semplicemente gettati alla rinfusa per la strada. Niente affatto ... Non direste neppure che son fiori, pensereste a tappeti variopinti e istoriati, stesi per terra. Tutti i motivi sono eseguiti in petali differenti; stemmi, vasi, disegni svariati, e perfino il ritratto del Papa.”
Nikolaj Gogol, “Lettera alle sorelle”

“L’altro ieri sono andato a Genzano a veder la festa dei fiori. Il tappeto dei fiori era stato preparato meravigliosamente, si erano disegnate sulla piazza col gesso delle figure che grandi e piccoli avevano ricoperto con petali di fiori. La festa non si teneva da 19 anni, ma la tradizione è rimasta. Vi sono raffigurati emblemi e stemmi nel mosaico floreale, sempre con meravigliosa abilità. Il popolo assiste con diletto a questo significativo spettacolo.
Solo in questa terra un tal gioco di grazia è possibile."
Ferdinando Gregorovius, 5 giugno 1864

d'azeglio“... consiste in un suolo di fiori che copre totalmente il terreno sulla salita che dalla piazza principale conduce alla Chiesa. Alcuni giorni innanzi alla festa, le donne e le ragazze del paese vanno per prati, per boschi e giardini, e li spogliano di fiori, che portano a casa a fastelli. Poi sfogliano questi fiori ad uno ad uno ed ammucchiano le foglie dello stesso colore, onde compongono alla fine una specie di tavolozza piena di tinte diverse.
Ogni casa che fronteggi la strada si incarica di coprire lo spiazzo che le sta dinnanzi, ed eseguisce un diverso disegno. Chi fa un ornato, chi un fregio, chi l’arme del Papa e via via; con una lunga funicella logora e quindi flessibile, che si dispone a terra a norma di disegno, si fissa prima il contorno che poi s’empie di foglie de’ vari colori. L’insieme riesce vivacissimo, e visto dal piede della salita si mostra come un tappeto magnifico, che duole vede poi guastato da’ piedi della processione...”
Massimo D’Azeglio, “I miei ricordi”, 1866