Ven, 29 ago 2008 ore 07:10
La storia
Dai Gandolfi allo Stato Pontificio
Il dominio dei Gentiani sul Fundum, a cui resta legato il loro nome, dura fino al IX secolo, quando vengono soppiantati dai Gandolfi, famiglia di origine ligure, che vi restano per circa 200 anni.Le prime notizie di Genzano risalgono al 1255. Questa, però, è come una data ufficiale in cui viene dato al Paese carattere di esistenza propria ordinata a Comune.
In due bolle di Papa Alessandro IV per la prima volta si parla di Fundum Genzani e di Castello di Genzano quale possesso dei monaci di SantAnastasio alle acque Salvie.
Non è quindi escluso che il primo nucleo di abitazioni abbia unetà anteriore a quella, tanto è vero che in una Bolla di Papa Lucio III del 2 aprile 1183 si parla di Costae Montis qui dicitur Genzano, sulla cima del quale la famiglia dei Gandolfi eresse una Torre, mettendo il territorio a coltivazione di canape e a scavi di pietre.
I Monaci di SantAnastasio, che succedettero ai Gandolfi, distrussero la Torre da questi costruita per cancellare anche il ricordo del loro dominio ma, considerata la necessità di difendere il loro possesso dalle incursioni ostili, specialmente dalla parte settentrionale, furono costretti a costruire un vero castello.
Si può quindi ritenere che sulla metà del XIII secolo Genzano non fosse altro che una piccola fortezza per cui fu chiamata Castrum.
Per oltre un secolo Genzano visse pacificamente nel dominio dei Monaci di SantAnastasio che, si afferma, si resero benemeriti delle lettere e della coltura della terra.
Fu nella seconda metà del secolo XIV che le vicende del Castello divennero assai tristi.
Nel 1378, lantipapa Clemente VII lo cedette in feudo a Giordano Orsini, uno dei suoi fedeli sostenitori, che se ne impossessò con la forza e lo tenne fino allanno dopo.
Nel 1379 ritorna dominio dei Monaci Cistercensi, allorché ritiratosi in Avignone lantipapa e riconosciuto legittimo pontefice da tutta lItalia Urbano VI, le altrui giurisdizioni invase dai seguaci di Clemente VII si ripristinarono nei loro primitivi e veri padroni. (N. Ratti, Storia di Genzano).
Nel 1393 venne occupato dalle armi di Nicola Colonna, ribellatosi alla Santa Sede, che però lo tenne per poco, poiché i Genzanesi, stanchi di tale dominazione, si rivolsero al Papa per mezzo del nobile napoletano Pietro Passarello, capitano di Marino, molto gradito al Pontefice, chiedendo di essere accolti sotto il diretto Governo Pontificio.
Così Genzano, pur restituita ai Monaci Cistercensi, venne soggetta per la prima volta alla Santa Sede, che vi deputò come suoi governatori i fratelli Marino e Pietro Passarello, staccandola dalla castellania di Lariano e unendola a quella di Marino con il Breve Etsi universa terra.
Lieti del nuovo assetto dato dal Papa, i Cistercensi diedero opera al consolidamento del loro dominio. E poiché il castello da essi in precedenza edificato, per difendersi dalle prepotenze dei baroni, fu quasi incenerito da un terribile incendio nel 1402, deliberarono di costruire sulle rovine di esso una vera e propria cittadella.
In tal modo Genzano venne ad assumere la forma perfetta di castello e di fortezza, e molte famiglie di paesi vicini e di lontane contrade, attratte dalla sicurezza del luogo e dalla fertilità del suolo, vi portarono i loro familiari, accrescendo così, rapidamente, la popolazione genzanese.
Poco più tardi, nel 1410, i ribelli Giovanni e Nicola Colonna, riconciliatisi con la Santa Sede dellAntipapa Giovanni XXIII (Baldassarre Cossa) ottennero linvestitura del feudo di Genzano, col censo di un fiorino doro da pagarsi, nel giorno di Natale, ogni tre anni, ai Monaci Cistercensi del monastero di SantAnastasio.
Nel 1413 il feudo fu occupato da Antonello Savelli che lo tenne fino al 1417, epoca in cui Papa Martino V Colonna, accogliendo le istanze dei Frati Cistercensi, lo assegnò insieme al castello di Nemi, in affitto triennale, con lobbligo di corrispondere allAbbazia di SantAnastasio totum vinum et totum granum exigenda, percipienda et habenda ex dicto castro Iensani.
Dopo il triennio, però, i figli di Colonna, Antonio, Prospero ed Odoardo, ottennero in vendita col Breve ex iniuncto nobis, al prezzo di quindicimila fiorini a favore dei Monaci Cistercensi, i due castelli di Genzano e di Nemi.
Per circa mezzo secolo, Genzano rimase nel dominio dei Colonna.
Dopo il lungo dominio dei Colonnesi, numerose vicende si succedettero nella vita e nel governo della città, che fu costretta a passare da un feudatario allaltro.
Così, nel 1479, fu venduta per 13.300 fiorini al Cardinale Guglielmo dEstouteville, che, dopo pochi anni, la donò, unitamente al castello di Nemi, ai suoi figli naturali Gerolamo ed Agostino, nominando suoi procuratori il Cardinale Alessandro Borgia, che divenne poi Alessandro VI, ed il Cardinale Arcimbaldi, vescovo di Novara.
Morto il Cardinale Tuttovilla (dEstouteville), i Colonna la rioccuparono con le armi.
Ne seguirono guerre lunghe e sanguinose tra gli Orsini, amici dei Tuttovilla, e i Colonna, finché Papa Innocenzo VIII, nel 1485, pose termine a tanta strage nefanda e stabilì che Genzano tornasse nel diretto dominio della Chiesa.
Nellanno 1498 Genzano divenne feudo di Lucrezia Borgia, che lo ebbe in dote in occasione delle sue seconde nozze con il duca Alessandro dAragona. Nella donazione fatta da Lucrezia Borgia, nel 1501, delle terre tolte ai baroni romani e a lei investite dal padre Alessandro VI, a favore dei due figli Roderico e Giovanni, Genzano toccò a Roderico.
Morto Papa Alessandro VI (1503) i baroni romani ripresero ognuno i propri domini. I Colonna poterono così rientrare nella signoria di Genzano e la tennero, senza altre tristi vicende, fino al 1563.
In questo anno Marcantonio Colonna, che qualche anno dopo, alla testa dellArmata Cristiana, avrebbero riportato la vittoria di Lepanto sullArmata Musulmana, fu costretto a vendere a Fabrizio deMassimi il feudo di Genzano, a causa dei debiti contratti per costituire la dote alle proprie sorelle: Vittoria, Girolama e Agnese.
Breve fu il dominio deMassimi, poiché lanno successivo (2 ottobre 1564), lo rivendette a Giuliano Cesarini, marchese di Civitanova, che acquistò anche il Colle delle Due Torri, a poca distanza da Genzano, per 15.200 scudi.
I Cesarini tennero definitivamente il dominio di Genzano, vi stabilirono la loro residenza e vi posero particolarmente amore nel beneficiarla largamente e abbellirla, sicché si può affermare che quel che fu poi Genzano, lo dovette in gran parte ad essi.
Nel 1643, Giuliano II Cesarini affidò a Ludovico Gregorini lincarico di redigere un piano urbanistico che trasformi Genzano da borgo medievale in una vera e propria città.Nel 1673 la figlia di Giuliano III, Donna Livia ultima erede dei Cesarini, suora Oblata, fuggì dal convento e sposò segretamente Federico II Sforza, dando origine al ramo Sforza-Cesarini.
Questo le permise di prendere il dominio di Genzano che, alla morte del padre, era stato assunto dallo zio Filippo.
Donna Livia contribuì in maniera decisiva al piano urbanistico voluto da Giuliano II, portando a termine nel 1708 ca., la costruzione di Genzano nuova.
Nel 1736 i Padri Agostiniani, originari della Congregazione di Genova, da dove si erano trasferiti sin dal 1612, edificarono la Chiesa della SS. Annunziata.
Tra il 1797 ed il 1808 venne eretta la Chiesa Collegiata della SS. Trinità, detta anche Chiesa Nuova o di S. Tommaso di Villanova, opera architettonica di Pietro e Giuseppe Camporese che riprende quasi interamente larchitettura della celebre chiesa di S. Andrea della Valle in Roma.
Dalla prima metà del 1700, Genzano venne visitata da molti Pontefici. Nel 1727 e 1729 da Benedetto XIII; nel 1764 da Clemente XIII; nel 1780 da Pio VI; nel 1814 e 1815 da Pio VII; nel 1828 da Leone XII che elevò Genzano a titolo di città; nel 1831, 1834, 1836 e 1843 da Gregorio XVI a cui fu dedicata una celebre infiorata. Papa Pio IX nel 1869, poco prima quindi della proclamazione dellUnità dItalia, fu lultimo Pontefice a visitare Genzano.
Nel 1818 il Governo Pontificio aveva elevato Genzano a capoluogo con giurisdizione su Nemi, Civita Latina e Ardea.
Nel 1849 Genzano passò sotto la giurisdizione della Repubblica Romana. Caduta la Repubblica, rientrò sotto lo Stato Pontificio.
Nel 1870, con la conquista di Roma capitale ed a seguito di un Plebiscito popolare, Genzano diventa definitivamente Comune dellItalia unita.


