Mer, 09 lug 2008 ore 03:53 

Passeggiando in città

I tridenti

Cosa sono



La città di Genzano si caratterizza per il particolare assetto urbanistico impiantato su un sistema di triangolazioni, unico esempio nei Castelli Romani di tessuto a tridente.
Nel XVII secolo al primitivo nucleo medioevale venne infatti aggiunto il sistema delle triangolazioni olmate (1643), ampi viali alberati che collegano visivamente alcune emergenze del luogo, artificiali (Cappuccini, Palazzo ducale, Duomo vecchio) e naturali (i due rilievi isolati di Colle Pardo, all’ingresso di Genzano, e di Monte Due Torri, in direzione di Anzio), riproponendo in chiave paesaggistica un discorso iniziato e collaudato a Roma dai tempi di Papa Sisto V.
Tra la prima metà del XVII e l’inizio del XVIII secolo si innesta, nella triangolazione seicentesca del territorio, un secondo tridente più interno, costituito dalla strada Livia, oggi Via Italo Belardi (1680 ca.) dove si svolge la celebre Infiorata, dalla strada Sforza, oggi Via Bruno Buozzi (1708) e, a completamento del tridente, dal terzo stradone che conduce ai Cappuccini, attuale Via Garibaldi, precedentemente tracciato in quanto braccio trasversale del sistema delle olmate.
La geometrizzazione barocca del territorio agricolo di Genzano, si attesta così su sui seguenti fulcri architettonici: il Palazzo Sforza Cesarini, il Convento dei Cappuccini (iniziato nel 1637 e terminato nel 1643), la Chiesa di S. Sebastiano (a capo del tridente urbano, iniziata nel 1651 e demolita nel 1916 per aprire la piazza del Plebiscito, attuale Piazza Tommaso Frasconi) ed il Duomo di Santa Maria della Cima (ricostruita da G.A. De Rossi con diverso orientamento nel 1636).