Ven, 29 ago 2008 ore 07:31 

Passeggiando in città

I tridenti

IL TRIDENTE VERDE: IL SISTEMA DELLE OLMATE



Nel 1637 Giuliano Cesarini acquistò un nuovo terreno con sessanta alberi con l’intenzione di spianarvi una strada che avrebbe condotto al convento dei frati Cappuccini; l’anno successivo ordina alla comunità di Genzano di “far la piazza fora del portone e metter l’olmi per la strada” (20 gennaio 1638), perfezionando lo straordinario disegno degli stradoni olmati esaltati dal Kircher nel 1671: “…in toto Latio sive magnificentiam, sive raram amaenitatem spectes, quicquam pulchrius, deliciosusque non occurrit…”.
Anche l’abate Emmanuele Lucidi, nel 1796 scrisse a questo proposito: “ Non è facile descrivere quanta sia stata la cura di questa famiglia – i Cesarini – in adornare questo feudo. Vi fabbricarono un bel palazzo, e vi aprirono nuove, ed ampie strade pubbliche con tutte le regole di simmetria adornandole con doppia fila di olmi in modo che sembra una deliziosissima villa, che reca ammirazione a tutti i forestieri, molti de’ quali a bella posta ivi si portano; e da non pochi di essi ho udito dire, che da Roma e Napoli vi sono due sole cose degne di osservazione, cioè la piazza dell’Ariccia, e gli stradoni di Genzano…”.
Il sistema risulterà così composto da quinte arboree che formano delle gallerie di verde verso gli edifici di rilievo pensati come fondali di scena.
Alla realizzazione delle olmate è molto probabile abbia sovrinteso lo stesso Giovanni Antonio De Rossi, artefice della nuova chiesa di S. Maria della Cima nel 1636.
Sappiamo, infatti, che il noto architetto fu al servizio del Duca Giuliano Cesarini “patrone di Genzano” almeno fino al 1648, anno in cui viene citato nei documenti dell’archivio storico comunale in occasione dell’ampliamento della strada che dalla porta secondaria del borgo medievale, nel sito dell’attuale palazzo Meta, scende verso la chiesa dell’Annunziata.
Singolare intuizione di spazialità urbana pensata come “natura artificialis” o “campagna educata” che sviluppa i celebri precedenti romani di Sisto V, richiama analoghe soluzioni per la villa Montalto, sempre a Roma, di Domenico Fontana e per la villa Aldobrandini a Frascati, ed anticipa di circa due anni la nascita dell’asse storico rettilineo di Parigi, ove il geniale architetto Le Notre, già creatore dei superbi giardini di Versailles, fece piantare dei filari di olmi a partire dal Louvre (1640).