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Comune di Genzano di Roma

Lo Stemma e il Gonfalone

Lo stemma comunale risale all’epoca in cui Genzano era sotto il dominio dei Colonna, i primi possessori laici del feudo. È costituito da uno scudo detto ‘sannitico moderno’ per le sue dimensioni e da una corona formata da otto torri, di cui cinque visibili. All’interno dello scudo è racchiusa la storia del nostro Comune: la mezzaluna rappresenta la vittoria di Marcantonio Colonna sull’armata islamica nella battaglia di Lepanto, la colonna su cui è incastonato un ramo di vite la tradizione viti-vinicola del territorio; l’acronimo S.P.Q.G. (Senatus Populusque Genzanum) l’unione del Comune e del popolo per il bene comune. Oltre ad essere elemento di completezza dell’emblema, la corona indica la famiglia nobiliare di appartenenza. All’estremità inferiore i due rami raffiguranti l’ulivo e la quercia, che simboleggiano rispettivamente la pace e la forza.

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Caratteristiche tecniche degli emblemi araldici

Le caratteristiche tecniche degli emblemi sono dettate dall’articolo 5 del d.P.C.M. 28/01/2011

Elementi dello stemma di un Ente:

Lo stemma è costituito da uno scudo e, nel caso di province e di comuni insigniti del titolo di città, e di comuni, da una corona collocata al di sopra dello scudo stesso. Oltre ad essere elemento di completezza dell’emblema, la corona indica con la sua forma il grado di appartenenza dell’Ente.

Lo SCUDO: forma e misure

Lo scudo obligatoriamente adottato per la costruzione degli stemmi degli Enti destinatari di un provvedimento formale è quello detto “sannitico moderno”; cioè uno scudo rettangolare con gli angoli inferiori arrotondati. Tale scudo deve mantenere una proporzione di 7 moduli di larghezza per 9 moduli di altezza.

 

CORONA di una Città

I Comuni insigniti del titolo di città utilizzano una corona turrita, formata da un cerchio d’oro aperto da otto pusterle (cinque visibili) con due cordonate a muro sui margini, sostenente otto torri (cinque visibili), riunite da cortine di muro, il tutto d’oro e murato di nero.

 

GONFALONE

Il gonfalone consiste in un drappo rettangolare di cm. 90×180, del colore di uno o di tutti gli smalti dello stemma.

Il drappo è sospeso mediante un bilico mobile ad un asta ricoperta di velluto dello stesso colore, con bullette poste a spirale, e terminata in punta da una freccia, sulla quale sarà riprodotto lo stemma, e sul gambo il nome dell’ente.

Il gonfalone ornato e frangiato è caricato, nel centro, dello stemma dell’ente, sormontato dall’iscrizione centrata (convessa verso l’alto) dell’ente medesimo. La cravatta frangiata deve consistere in nastri tricolorati dai colori nazionali.
Per prassi invalsa le parti metalliche, così come i ricami, i cordoni, l’iscrizione e le bullette a spirale del gonfalone devono essere:

  • d’oro per gli stemmi della provincia e del comune insignito del titolo di città.

I motti devono essere scritti su liste bifide e svolazzanti dello stesso colore del campo dello scudo, con lettere maiuscole romane, collocate sotto la punta dello scudo.