Famiglia Sforza-Cesarini

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Giuliano III Cesarini (1618 - 1665). Quinto feudatario e terzo duca di Civitanova, figlio di Giovangiorgio II e Cornelia Caetani, nacque nel palazzo Cesarini di Civitanova (oggi Civitanova Marche Alta) durante il lungo soggiorno dei genitori in quel loro feudo e palazzo nel secondo decennio del Seicento. 

Genzano di Roma lo ricorda ancora come il Signore che volle la progettazione della "Genzano nuova", poi realizzata dai suoi immediati successori: il fratello minore ​Filippo I, ma soprattutto la figlia Livia ed il marito di lei Federico Sforza, con i quali ebbe inizio la dinastia degli Sforza Cesarini ed il periodo più fortunato del casato ducale. Grazie a Giliano III il feudo di Genzano diventerà centro d'interesse e residenza privilegiata dei suoi successori, almeno fino agli inizi del '900, i quali si fregeranno appunto del titolo di principi di Genzano

Giuliano III Cesarini volle essere sepolto, come dopo di lui anche la figlia ed il genero, nella chiesa dei cappuccini di Genzano da lui fatta erigere tra il 1637 e il 1643.




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Livia Cesarini (1646 1711). Figlia di Giuliano III e di Margherita Savelli, fu duchessa amata dai sudditi, ma la sua notorietà derivò soprattutto dal suo matrimonio romanzesco con Federico Sforza di Santafiora (1651-1712) che estinse il casato ducale dei Cesarini, senza più eredi maschi, trasformandolo in quello degli Sforza Cesarini. 

Per sposare Federico, Livia lasciò il convento romano della Madonna dei Sette Dolori, dove si era fatta oblata con il nome di suor Maria Pulcheria. La sua ferma volontà di sposarsi portò scompiglio nella sua famiglia e in quella dei Colonna che non si rassegnavano a perdere la ricca eredità dei Cesarini. Il matrimonio della "signora monaca Cesarina” poté avvenire finalmente, per procura, sette o otto anni dopo la morte del padre Giuliano. Il contenzioso di primogenitura tra Livia e Clelia, sua sorella, sposata al principe di Sonnino, terminò nel 1697, anno in cui il tribunale ordinò ai colonna di restituire alcuni beni dei Cesarini.

Alla coppia ducale Livia Cesarini e Federico Sforza si deve l'importante intervento urbanistico della "Genzano nuova", avviato da Giuliano III.




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Federico Sforza di Santa Fiora (1651-1712). Discendente del ramo toscano di un grande casato, quello degli Sforza, in quel momento lontano dalle ricchezze e dai fulgori del passato, Federico ebbe la fortuna di ereditare, in seguito alla rinuncia di altri eredi, l'antico feudo di famiglia di Santa Fiora nel territorio amiatino. Ma la fortuna più grande fu quella di sposare, nel 1673, Livia Cesarini, divenendo così duca Sforza Cesarini Savelli Peretti

Insieme alla duchessa Livia, continuò l'importante intervento urbanistico a Genzano, promosso dal padre Giuliano III.





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Giovangiorgio Sforza Cesarini Savelli (1678 - 1729). Figlio cadetto di Federico Sforza di Santa Fiora e Livia Cesarini, fratello minore del duca Gaetano I, fu dal 1719 il 10° titolare della spagnola contea di Chinchon. Questa fu ereditata,  insieme al titolo di Grande di Spagna, da Giulio Savelli, zio materno di Livia Cesarini, morto senza eredi nel 1712. 

Il nome di Giovangiorgio Sforza Cesarini Savelli è  legato piuttosto alla romanzesca vicenda di Faustina Maratta, figlia naturale, poi riconosciuta, di Carlo Maratti (1625-1713). Nel 1703, a Roma, il venticinquenne Giovangiorgio tentò di rapirla. Ma la giovane Maratta, che le cronache del tempo dicono molto avvenente, dotta e per niente remissiva, riuscì a neutralizzare il suo aggressore ed a salvare il suo onore, seppure riportandone una brutta ferita alla tempia. Il "bravo" e  scavezzacollo spasimante, inseguito dalla Giustizia pontificia e da una pesante taglia, dovette riparare nelle Fiandre per militare nell'armata spagnola. Successivamente visse in Spagna ed a Napoli. Solo nel 1718, quarantenne, poté rimettere piede a Roma ed ottenere il perdono della Maratta, allora felicemente sposata, e del papa Clemente XI. Morì in Spagna e lasciò un figlio naturale, Francesco, che, alcuni anni dopo, si presentò a Roma per il riconoscimento della paternità.




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Carolina Shirley, m​oglie del duca Lorenzo Sforza Cesarini, che per lei fece costruire il meraviglioso parco della tenuta Sforza Cesarini, Carolina è la figlia naturale del nobile Lord Tamworth e di una domestica che lavorava nel palazzo della nobile famiglia. Rimasta orfana di padre troppo presto, la piccola fu condotta al cospetto del nonno, il settimo Earl Ferres, signore di Rakedale Hall e Ratcliff Hall. Il Lord era un tipo eccentrico e da tempo aveva interrotto i rapporti con il figlio, morto prima di una riconciliazione. Quando la piccola Shirley gli fu presentata, egli ritrovò in lei i tratti del suo figlio scomparso e accettò le supplice di sua madre, troppo povera per tenerla. Ma il Lord pose delle condizioni: avrebbe riconosciuto ed adottato la piccola solo se sua madre avesse rinunciato a lei per sempre. 

Il patto fu siglato dalla madre a malincuore per il bene della piccola. Miss Shirley crebbe tra gli agi e alla morte del nonno divenne erede universale dei suoi possedimenti. Nel testamento, però, l’eccentrico Lord pose come clausola che ella dovesse passare ogni anno tre mesi nel continente per perfezionare la propria formazione culturale. Proprio in uno di questi Tour conobbe il duca Lorenzo Sforza Cesarini, diventato poi suoi marito. 

Prima di diventare la duchessa Sforza Cesarin, Miss Shirley, ormai quasi adulta e convinta di essere nobile di origine e orfana di entrambi i genitori, riconobbe sua madre in una donna ormai anziana che bussò alla porta della sua tenuta raccontandole la verità.  




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Il Duca Lorenzo Sforza Cesarini (1807- 1866), marito di Carolina Shirley, era figlio della duchessa Geltrude Conti Sforza Cesarini e Carlo Marchal, e fu legittimato dalla Sacra Rota dopo la morte avvenuta nel 1832 del fratello uterino Salvatore, ultimo erede maschio del casato. 

Originariamente si chiamava Lorenzo Filippo Montani e faceva il pittore. Ereditò tutti i beni ed il titolo ducale degli Sforza Cesarini a seguito della famosa disputa sull’eredità della importante casa gentilizia romana con la sorella Anna, andata in sposa a Marino Torlonia. A questa circostanza fa riferimento il Belli esplicitamente con un sonetto del 1834, “Li du’senatori”. 

Fu Commendatore dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro, senatore d’Italia e padre di Francesco (1840-1899) anch’egli senatore. Da Lorenzo e Carolina Shirley discende l’attuale famiglia romana degli Sforza Cesarini.



Approfondimenti:


http://www.ducatocesarini.it/


Articolo su Carolina Shirley.pdfArticolo su Carolina Shirley.pdf

Baron Corvo.pdfFrederick Rolfe-Baron Corvo.pdf